E’ innegabile che il settore immobiliare in Italia abbia subito gli effetti della crisi.

Lamentarsi senza cercare di cambiare le cose serve a poco. Vediamo allora cosa si sta muovendo e come. Partiamo da un dato numerico: il 76,6% delle famiglie risiede in una casa di proprietà, dato fornito dal Dipartimento delle Finanze e Agenzia delle Entrate.

Crisi o non crisi noi italiani una casa ci teniamo ad averla e facciamo di tutto per raggiungere il nostro obiettivo, e vedendo la percentuale, si può affermare con ottimi risultati. In termini più economici potremmo dire che quindi gli italiani sono più propensi ad investire nel mattone, piuttosto che in altri tipi di investimenti intangibili e percepiti come più rischiosi.

Non ci rallegra sapere che le convenzioni notarili di compravendita per unità immobiliari per il primo trimestre 2015 registrano una flessione pari a -3.6%.

Parlando però di numeri e non di percentuali non c’è da scoraggiarsi, perché del movimento c’è e fa comunque ben sperare; sono infatti 135.675 le convenzioni notarili per compravendite di proprietà di unità immobiliari avvenute nei primi 3 mesi del 2015, di cui 126.541 riguardanti trasferimenti di proprietà di immobili ad uso abitativo ed accessori.

Certo è che se da un lato è leggermente rallentata la vendita delle abitazioni, dall’altro è aumentato il volume degli affitti. Non si può ignorare il boom degli affitti a breve termine, a voi stabilire se comportamento figlio della crisi o nuova tendenza di azione e comportamento d’acquisto…..