Chiunque, in presenza delle dovute garanzie richieste dalla banca, può cointestare un mutuo, quindi non solo marito e moglie ma anche, per esempio, padre figlio o tra conviventi. All’atto della stipula non viene data importanza al vincolo matrimoniale che, seppure dovesse terminare, non avrebbe alcuna influenza sul pagamento del mutuo cointestato. Il finanziamento infatti ha un percorso del tutto autonomo rispetto alla situazione coniugale e privata della coppia. La cointestazione del mutuo non è vincolata per forza a legami familiari. A contare per l’istituto bancario sono i requisiti reddituali che devono essere compatibili con il tipo di finanziamento richiesto. Può essere concesso per esplicita volontà da parte dei richiedenti oppure per volontà dello stesso Istituto di Credito, nel caso in cui richieda ulteriore garanzia in relazione alla restituzione delle rate del mutuo.

Con questa pratica si rendono due o più persone proprietarie dell’immobile e può essere una soluzione utile qualora siano necessarie ulteriori garanzie reddituali che un unico contribuente non può fornire.

I documenti richiesti

Per procedere alla cointestazione del mutuo, i richiedenti devono presentare le stesse documentazioni bancarie utili per sottoscrivere il prestito. Si tratta di documenti che devono essere certificati da un notaio in modo che entrambe i soggetti possano essere registrati in quanto intestatari del finanziamento. I documenti da presentare per la cointestazione del mutuo sono:

  • certificato di residenza
  • certificato storico di residenza rilasciato dal Comune
  • stato di famiglia
  • certificato di stato libero o certificato di matrimonio
  • certificato d’iscrizione all’Albo (per i liberi professionisti)
  • certificato d’iscrizione alla Camera di Commercio (per i lavoratori autonomi)
  • copia della dichiarazione dei redditi
  • copia delle ultime 2 buste paga

Nel caso in cui il mutuo venga concesso, entrambi i cointestatari sono sia mutuatari che garanti e datori di ipoteca, quindi nel caso in cui venga saltata una o più rate di rimborso la banca potrà rivalersi su uno dei due titolari del mutuo senza distinzione. Le banche infatti vedono di buon occhio un mutuo cointestato perchè la seconda persona mutuataria diventa una sorte di garante verso cui la banca può porre una fiducia ulteriore e, quindi, una maggiore sicurezza.

Togliere un cointestatario dal mutuo

Per togliere un nome da un mutuo cointestato si può sostituire il mutuo con uno nuovo indipendente dal precedente, cambiando così i soggetti coinvolti nel finanziamento. Si tratta di un’operazione risolutiva ma che comporta delle spese relative alla fase di istruttoria, all’assicurazione e così via. Altrimenti un’altra soluzione può essere la vendita, con conseguente estinzione del mutuo: i ricavi verranno divisi equamente. O ancora la cessione della quota dell’immobile al coniuge separato può essere una soluzione.