Ogni tanto, qualche studente alle prese con la definizione del proprio futuro viene da me a cercare ispirazione. Pone domande sulla mia attività e io gli dico tutto ciò che desidera sapere sul funzionamento della partita IVA, sui passi da compiere per ottenere l’abilitazione, sui costi derivanti dalla gestione di un ufficio. Lui ascolta interessato e fa sì con la testa, fino alla fatidica domanda: quante ore lavori in una settimana? Al che la mia risposta lo lascia spiazzato: non lo so. Davvero.

 Chi non ha esperienza nel settore fatica a rendersi conto che l’attività di un consulente immobiliare (così come quella di qualunque libero professionista) richiede massima flessibilità nella gestione degli orari, perché non si sa mai cosa possa capitare: magari arriva un potenziale cliente da fuori, che ha a disposizione solo il weekend, e tu devi essere disponibile a fissargli un appuntamento. Poco importa che  abbia appena organizzato un pranzo dalla nonna: se non accontenti il tuo visitatore, non sei professionale. Rischi di deluderlo e di mandare a monte l’affare.

Tante volte mi è capitato che arrivasse qualcuno in agenzia mentre stavo uscendo per la pausa pranzo.

“Cerco un bilocale ammobiliato in centro”, mi diceva.

E io, tornavo dentro: “Okay. Andiamo a vedere cosa c’è”.

Restavo con lui tutto il tempo necessario a soddisfare le sue esigenze. Se alle 14:00 dovevo incontrare un’altra persona, rinunciavo a mangiare.

Il rispetto per il cliente richiede questo: lui viene prima di te. Devi mettertelo in testa. Altrimenti, non puoi fare il consulente immobiliare.

Questo significa avere flessibilità!

Dimenticati di timbrare il cartellino tutti i giorni dalle 8:00 alle 17:00. E dimenticati di avere i sabati e le domeniche libere o quindici giorni di ferie per Natale. Invece, ricordati che vivere in una località turistica impone di lavorare tutto il mese di agosto, come ho raccontato anche nell’articolo: “L’agente immobiliare a Sanremo non va in vacanza”.  Fa paura, vero? Forse a qualcuno sì. Molte persone non vogliono rinunciare alle proprie routine, scardinare abitudine e convenzioni sociali, accantonare la classica distinzione tra giorno festivo e giorno feriale. Questo stile di vita può inoltre scoraggiare chi ha difficoltà a organizzarsi e chi ha bisogno di qualcuno che stabilisca delle regole. Ma io sono diverso e ho sempre considerato la flessibilità un grandissimo privilegio, perché riesco a vedere anche l’altro lato della medaglia.

Lavorare durante l’estate significa poter andare in ferie in periodi neutri, quando i costi sono più bassi, l’aria è più fresca, non ci sono file chilometriche in autostrada o fuori dai musei. Inoltre, io lavoro per buona parte della settimana e del weekend, ma non sono sempre impegnato con gli appuntamenti. Tutte le altre attività correlate all’agenzia (pubblicazione degli annunci, aggiornamento del sito e del blog, gestione dei profili social, ecc.) possono essere svolte in qualunque momento della giornata, senza vincoli di orario. Questo mi consente di gestire personalmente la mia agenda e di ottimizzare le mie energie psicofisiche, di decidere quando lavorare e quando riposare. L’importante è che il lavoro sia fatto bene, non importa se al lunedì mattina o al sabato sera. In poche parole, sono completamente autonomo.

C’è anche un altro motivo per cui amo la flessibilità.

E, forse, è il più importante.

Lavorare di sera o durante il weekend non è mai stato un peso per me perché ho la fortuna di gestire un’attività che mi appassiona e che mi regala profonde soddisfazioni. Forse il segreto è tutto qui: a rendermi flessibile è la mia passione. Se odi ciò che fai, non vedi l’ora di andare a casa. Se invece ami il tuo lavoro, dedicargli del tempo non è più un sacrificio, ma diventa un piacere.

P.S.Vuoi fissare un appuntamento? Chiamami: sarò molto flessibile!