Fare l’acquisto della seconda casa, in questo momento storico, vuol dire investire in un bene che è facile avere a prezzi molto vantaggiosi, sicuramente più bassi rispetto a qualche anno fa. Oggi sono diversi i motivi a sostegno dell’acquisto di una seconda casa: innanzitutto i prezzi delle case in calo, dovuti alla situazione immobiliare. I contratti di locazione in aumento e i finanziamenti convenienti attivati dai principali istituti di credito.

Acquistare una seconda casa per godersi una vacanza oppure per rilassarsi nel week end è solo uno degli obiettivi che portano gli acquirenti a fare un investimento simile. La seconda casa, infatti, non deve avere necessariamente finalità abitativa: un immobile può portare a una rendita considerevole se affittato a studenti o turisti oppure se adibito a Bed & Breakfast. Un’altra soluzione che viene scelta per chi ha maggiore capitale a disposizione è acquistare un immobile da ristrutturare con l’obiettivo di rivenderlo dopo qualche anno per trarne un certo profitto. I bonus ristrutturazione casa ed ecobonus attualmente in vigore consentono infatti di ottenere importanti sgravi fiscali sulle spese necessarie ad ultimare i lavori di ristrutturazione.

Le spese da affrontare

Per quanto riguarda oneri e tasse che gli acquirenti di seconda casa devono considerare, bisogno fare una distinzione. Se il venditore è un privato, allora la compravendita non è soggetta a IVA ma è soggetta all’imposta di Registro da calcolare sul valore catastale; in tal caso per la seconda casa l’imposta di registro è pari al 9% del valore catastale, a cui vanno aggiunte l’imposta catastale di 100,00€. Se si tratta invece di una società di costruzioni o ristrutturazioni che vende un immobile entro 5 anni dalla fine lavori, per la seconda casa l’IVA è pari al 10% del prezzo, a cui bisogna aggiungere le imposte di registro, catastale e ipotecaria che vanno versate in misura fissa pari a 600,00€.

Dopo aver stipulato il mutuo e realizzata la compravendita, il proprietario deve considerare una serie di tasse a seguito dell’acquisto della seconda casa, ovvero l’IMU, ex tassa di proprietà, la TASI, tassa sui servizi indivisibili, la TARI, tassa sui rifiuti, che se sono rimaste sulle seconde case a prescindere dalla categoria catastale.

Per quanto riguarda invece il notaio, la sua parcella per l’acquisto della seconda casa è di norma leggermente più alta rispetto a quella per l’acquisto della prima casa, ma il costo elevato non è dovuto all’onorario del notaio, che è indipendente dal fatto che l’acquirente richieda o meno le agevolazioni prima casa (in quanto identici sono i controlli e gli adempimenti che il notaio deve effettuare); il prezzo più alto è giustificato dalle imposte e dalle tasse più alte da versare all’Erario.