Prezzi alle stelle delle materie prime: cosa fare se si ristruttura casa?

La ristrutturazione di una casa non è un gioco di costruzioni per bambini, in cui basta incastrare nel modo giusto i mattoncini e il lavoro è fatto: richiede tempo, denaro e un’infinità di pazienza. Quest’ultima è una qualità non indifferente, soprattutto in tempi recenti, dove l’aumento dei prezzi delle materie prime dell’edilizia ha reso tutto più complicato.

A questo quadro si può tranquillamente aggiungere la burocrazia che, nel rispetto della tradizione italiana, ha causato non poche difficoltà nella comprensione delle procedure necessarie per ottenere alcuni bonus fiscali.

Detto questo, se la pazienza è una virtù del proprio carattere, allora queste problematiche possono essere affrontate senza contraccolpi psicologici; di contro, chi non ce l’ha ed ha intenzione di ristrutturare casa, è meglio che se la crei.

Costo delle materie prime: un incremento vertiginoso

Ecco arrivato il momento divertente (si fa per dire): calcolare il budget destinato alla ristrutturazione della casa. Ogni progetto che si vuole porre in essere comporta dei costi che, una volta tramutato in realtà, in spese sostenute. Spesso accade che questo capitale da utilizzare necessità di un margine aggiuntivo per far fronte a imprevisti o sforamenti. Una bella prospettiva, vero?

Poi entrano in campo gli aumenti dei prezzi delle materie prime per rendere più complesso ogni intento. Andando ad analizzare l’ultimo anno, questa folle corsa nel settore edile ha subito una tale accelerazione da cogliere di sorpresa le stesse imprese di costruzione.

Tanto per essere certi e sicuri, basta andare a dare un’occhiata agli ultimi dati del MEPS (Management Engineering & Production Services), la quale è un’agenzia mondiale specializzata nell’analisi del mercato dell’acciaio.

Questi dati, raccolti dall’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili), ha evidenziato come il ferro-acciaio utilizzato per il cemento armato è aumentato del 226,7% rispetto allo stesso periodo del 2021, ossia novembre. Purtroppo, questo incremento è destinato a protrarsi nei prossimi mesi.

Se fossero solo i prodotti siderurgici a essere aumentati, sarebbe già un mezzo trionfo. Invece, secondo l’ultimo rapporto dell’ANCE datato dicembre 2021, gli aumenti hanno riguardato anche altri materiali di primaria importanza per il settore edile, nella fattispecie:

  • Polietileni (69% tra novembre 2020 e ottobre 2021)
  • Gasolio (106% tra novembre 2020 e ottobre 2021)
  • Rame (40,2% tra novembre 2020 e ottobre 2021)

Come se non bastasse, anche il prezzo del bitume ha subito un aumento del 29,4% tra novembre 2020 e agosto 2021.

Se stai per acquistare casa e vuoi approfondire l’argomento leggi questo articolo che ti sarà sicuramente d’aiuto “Le fasi della compravendita immobiliare

Quali sono le previsioni per i prossimi mesi?

Se il cielo è già pieno di nuvole nere, all’orizzonte si intravedono i primi fulmini. Infatti, le previsioni per i prossimi mesi non sono per niente buone. Secondo quanto redatto dal MEPS nel documento “European Steel review (fonte sito web ufficiale)”, l’aumento dei prezzi sarà causato dalle enormi carenze dei materiali e dei conseguenti tempi lunghi di consegna.

Sintetizzando quanto affermato sopra, i prodotti in acciaio sono destinati ad aumentare almeno fino alla metà del 2022. Una dinamica a dir poco triste, a cui vanno aggiunti gli aumenti dei costi del gas, dell’elettricità e del rottame.

Quando si invertirà questo trend? Allo stato attuale, stilare una previsione che sia reale è alquanto azzardato. Però, tenendo fede ad alcune previsioni, tutto dovrebbe ridimensionarsi a partire dalla fine del 2022.

Quindi, cosa comporta questo vertiginoso aumento dei prezzi per chi intende ristrutturare la propria abitazione? Lasciare perdere sarebbe la soluzione giusta, almeno per adesso.

Ma chi ha già iniziato da tempo e si è ritrovato in questo potente vortice, non può far altro che prenderne atto e proseguire, sempre tenendo conto che i prezzi sono destinati ad aumentare e che l’approvvigionamento delle materie prime da parte delle imprese edili sarà sempre più difficoltoso visto che, a monte, le aziende produttrici non saranno in grado di garantire forniture con un arco temporale superiore ai 10/15 giorni.

Consumatori sempre più disagiati

Tanto lavoro negli ultimi mesi per le varie associazioni che difendono i diritti dei consumatori. Le segnalazioni da parte dei cittadini in merito al vertiginoso aumento dei prezzi preventivati con le imprese sono aumentate, soprattutto per quanto riguarda la messa in posa di porte e finestre.

Il CRTCU (Centro di Ricerca e di Tutela dei Consumatori e degli Utenti) di Trento ha pensato bene di offrire ai consumatori scontenti alcuni consigli, tra cui il più importante riguarda la distinzione tra contratti già in corso e quelli da stipulare.

Contratti in essere: cosa fare

Chi ha sottoscritto già un contratto, deve verificare la tipologia (appalto, compravendita, ecc.) e se esistono o meno clausole che consentono all’impresa di poter variare i prezzi.

Se la possibilità di variazione effettivamente esiste contrattualmente, il consumatore potrebbe negoziare la ripartizione dell’aumento nella misura del 50% per ciascuno, magari basandosi sulla correttezza dell’impresa e sull’opportunità di continuare o meno col contratto.

Se, invece, non è previsto contrattualmente l’aumento dei prezzi, il consumatore potrà essere libero di risolvere il contratto per eccessiva onerosità.

C’è un però: la quantificazione percentuale di tali aumenti. Se non è stata prefissata, allora potrebbero esserci dei problemi per la risoluzione contrattuale. Ecco perché, quando si stipula un contratto del genere, bisogna sempre controllare che non ci siano clausole “vessatorie”.

Invece, sono da considerarsi nulle le clausole che stabiliscono il prezzo finale basandosi su quello dei beni al momento della consegna, oppure quelle che impediscono al consumatore di recedere dal contratto di fronte a un prezzo finale troppo alto se confrontato con quello pattuito in origine.

Comprare casa senza l’auto di un professionista è molto rischioso, ma qual è la percentuale che dobbiamo versare all’agenzia immobiliare? Se vuoi la risposta leggi “Provvigione agenzia immobiliare?

Nuovi contratti: come regolarsi

Il suggerimento dell’associazione CRTCU a chi deve sottoscrivere un nuovo contratto con un’impresa edile per la ristrutturazione della casa è quello di inserire alcune clausole per evitare sgradite sorprese. Nella fattispecie, quella che riguarda l’esclusione contrattuale dell’eventuale aumento dei prezzi delle materie prime durante i lavori, a patto che l’impresa accetti, visti i tempi che corrono.

Probabilmente, la soluzione migliore per entrambe le parti coinvolte è la possibilità contrattuale del consumatore di risolvere il contratto qualora l’aumento oltrepassi una certa soglia, ottenendo anche il rimborso delle somme eventualmente già versate.

Ad esempio, si potrebbe stabilire questa soglia al 10/20%; in questo modo, quando l’aumento dei prezzi supera tale percentuale, l’acquirente ha il diritto di risolvere il contratto e le somme già versate alla controparte gli verranno restituite, fatto salvo il risarcimento per un’eventuale danno.