Cedolare secca: Cos’è?

La cedolare secca negli ultimi anni è diventata la scelta preferita da parte di proprietari che decidono di dare in locazione il loro immobile. Nel 2015, in quasi cinque casi su sei, i locatori hanno preferito optare per il regime fiscale a cedolare seccca, piuttosto che sommare il reddito da affitto al proprio imponibile irpef.

In generale si nota come ci sia maggiore convenienza ad optare per la cedolare secca ed è evidente anche dal confronto fra le varie aliquote, ora facciamo un esempio. Se ad oggi ci avvalessimo della cedolare secca il proprietario verserebbe nelle casse dello stato il 21% (sui contratti liberi ) o il 10% (fino al 2017 sui contratti a canone concordato).

Se invece si dicedesse di sommare il redditto al proprio imponibile, l’aliquota minima è il 23%; direi una bella differenza.

Oltre ad avere vantaggi per il proprietario (di cui abbiamo parlato sopra), ci sono diversi vantaggi anche per il conduttore (inquilino) , tra questi sicuramente troviamo: la rinuncia da parte del proprietario all’aggiornamento ISTAT del canone, l’esenzione dal pagamento dell’imposta di registro, obbligatoria per i contratti a tassazione ordinaria, e dell’imposta bollo.  In poche parole tutti soldi in meno che bisogna tirare fuori.